25 giugno, 2007

Lunga é la notte...


Tempo di percorrenza:
93 giorni,
8 ore,
9
minuti,
45
secondi.

"Io tutto, io niente, io stronzo ed io ubriacone, io poeta, io buffone,
io anarchico, io fascista
io ricco, io senza soldi, io radicale, io diverso ed io uguale,
negro, ebreo, comunista
io frocio, io perché canto so imbarcare
io falso, io vero, io genio e io cretino io solo, qui, alle quattro del mattino, l’angoscia e un po’ di vino e voglia di bestemmiare."
(L'avvelenata, F. Guccini)

21 giugno, 2007

Bambini

"Ho trovato bambini cosi' magri da poter vedere tutte le loro ossa sotto la pelle. Non avevano la minima forza ne' di muoversi, ne' mostravano alcuna espressione nei loro volti".
Dalla testimonianza
di un soldato americano
cbsnews.com


24 bambini, legati, malnutriti, abbandonati in un orfanotrofio a Baghdad.
Scoperti dalle truppe americane.
Questa e' la vera, unica e giustificabile guerra preventiva. Alla violenza su un altro essere umano. Specialmente su un bambino.
Peccato sia stato soltanto un incontro casuale e non la mission di un corpo militare, o di pace.
Comunque sia, bentornati alla vita piccoli cuccioli di uomo.
Il video da repubblica.it.



19 giugno, 2007

Il nostro futuro

La canzone di Adam.

Adam è un bambino del Darfur di 12 anni. I ricordi di un'infanzia segnata da guerre e fame racchiuse nelle parole e nella musica di di questa canzone raccolta da una volontaria di Medici senza Frontiere.
(da Rupubblica.it)

18 giugno, 2007

Pensiamo ai bambini

PENSIERI

Pensiamo ai bambini che lasciano ditate di cioccolata ovunque,

che adorano il solletico,

che saltano nelle pozzanghere e rovinano i pantaloni nuovi,

che rubano il cioccolatino prima di cena

che fanno i buchi quando cancellano il quaderno,

che non trovano mai le scarpe.

E pensiamo a quelli che fissano lo sguardo sul mondo da dietro un filo spinato,

che non saltellano per la strada con le scarpe da ginnastica nuove

che non hanno imparato a contare i fagioli,

che sono nati in luoghi dove noi andremmo neppure da morti., che non vanno mai al circo,

che vivono in un mondo in ultima classe.

Pensiamo ai bambini che ci regalano baci appiccicose manciate di liquirizie,

che dormono con il cane e seppelliscono il pesce rosso,

che ci abbracciano di corsa e si dimenticano i soldi per la merenda,

che sono sempre coperti di cerotti e cantano stonati,

che spremono il dentifricio per tutto il lavandino,

che devono rumorosamente la minestra.

E pensiamo a quelli che non mangiano mai il dolce,

che non hanno una coperta da trascinarsi in giro,

che guardano i loro genitori mentre li guardano morire,

che non trovano pane da rubare,

che non hanno una stanza da rimettere in ordine,

le cui foto non stanno nel salotto di nessuno,

i cui mostri sono veri mostri.

Pensiamo ai bambini che il martedì hanno già speso tutta la paghetta,

che fanno i capricci al supermercato e mangiano quello che vogliono,

che adorano le storie di fantasmi,

che buttano i vestiti sporchi sotto al letto e non risciacquano la vasca,

che aspettano la formichina quando gli cade un dente,

che non vogliono essere baciati davanti ai compagni di scuola,

che a messa non stanno mai fermi e urlano al telefono,

le cui lacrime ci fanno a volte sorridere e il cui sorriso può farci piangere.

E pensiamo a quelli che hanno gli incubi anche di giorno,

che mangerebbero qualsiasi cosa,

che non hanno mai visto un dentista,

che nessuno vizia,

che vanno a letto affamati e si addormentano col pianto,

che vivono e si muovono, ma non hanno una vita.

Pensiamo ai bambini che vogliono essere portati in braccio

E a quelli che devono essere portati in braccio per forza,

a quelli con cui non ci arrenderemo mai

e a quelli a cui nessuno dà una seconda possibilità,

a quelli che soffochiamo di attenzioni

e a quelli che afferrano qualsiasi mano abbastanza gentile di offrirsi.

Ina Hughes

Grazie Lau per avermela fatta conoscere

Pensiamo ai bambini

PENSIERI

Pensiamo ai bambini che lasciano ditate di cioccolata ovunque,

che adorano il solletico,

che saltano nelle pozzanghere e rovinano i pantaloni nuovi,

che rubano il cioccolatino prima di cena

che fanno i buchi quando cancellano il quaderno,

che non trovano mai le scarpe.

E pensiamo a quelli che fissano lo sguardo sul mondo da dietro un filo spinato,

che non saltellano per la strada con le scarpe da ginnastica nuove

che non hanno imparato a contare i fagioli,

che sono nati in luoghi dove noi andremmo neppure da morti., che non vanno mai al circo,

che vivono in un mondo in ultima classe.

Pensiamo ai bambini che ci regalano baci appiccicose manciate di liquirizie,

che dormono con il cane e seppelliscono il pesce rosso,

che ci abbracciano di corsa e si dimenticano i soldi per la merenda,

che sono sempre coperti di cerotti e cantano stonati,

che spremono il dentifricio per tutto il lavandino,

che devono rumorosamente la minestra.

E pensiamo a quelli che non mangiano mai il dolce,

che non hanno una coperta da trascinarsi in giro,

che guardano i loro genitori mentre li guardano morire,

che non trovano pane da rubare,

che non hanno una stanza da rimettere in ordine,

le cui foto non stanno nel salotto di nessuno,

i cui mostri sono veri mostri.

Pensiamo ai bambini che il martedì hanno già speso tutta la paghetta,

che fanno i capricci al supermercato e mangiano quello che vogliono,

che adorano le storie di fantasmi,

che buttano i vestiti sporchi sotto al letto e non risciacquano la vasca,

che aspettano la formichina quando gli cade un dente,

che non vogliono essere baciati davanti ai compagni di scuola,

che a messa non stanno mai fermi e urlano al telefono,

le cui lacrime ci fanno a volte sorridere e il cui sorriso può farci piangere.

E pensiamo a quelli che hanno gli incubi anche di giorno,

che mangerebbero qualsiasi cosa,

che non hanno mai visto un dentista,

che nessuno vizia,

che vanno a letto affamati e si addormentano col pianto,

che vivono e si muovono, ma non hanno una vita.

Pensiamo ai bambini che vogliono essere portati in braccio

E a quelli che devono essere portati in braccio per forza,

a quelli con cui non ci arrenderemo mai

e a quelli a cui nessuno dà una seconda possibilità,

a quelli che soffochiamo di attenzioni

e a quelli che afferrano qualsiasi mano abbastanza gentile di offrirsi.

Ina Hughes

Grazie Lau per avermela fatta conoscere

15 giugno, 2007

Dichiarazione di Guerra


Ora della Guerra: 14.22.
Lascio oggi un campo di battaglia fatto di libri aperti sonnecchiosi sul tavolo, di letti mai rifatti e di batuffoli di polvere che come arbusti in strade polverose desertiche rotolano nella mia stanza.
E scelgo di andare piu' in là.
Nel campo vicino.
E dedicherò le mie prossime energie a combattere tutti voi:
1. Datori di lavoro che con contratti capestri Biagizzati ci togliete la possibilità di diritti conquistati da dure lotte sindacali che hanno lasciato sul campo morti e feriti;
2. Compagnie telefoniche che come zecche vi avvicinate insidiose per poi ammorbarci;
3. Fantomatiche società internet che ci chiedete i nostri dati;
4. Call center inutili e forieri di gastriti.
Vi dichiaro guerra.

E le mie armi saranno:
1. Le armi del Diritto
2. Le armi della Polizia Postale
3. Le armi di un avvocato
4. Le armi di un'associazione di consumatori

E se questo non basterà, comprerò un biglietto per il Giappone, e mi farò forgiare la mia katana direttamente dall mani di Hattori Hanzō.